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Olio “Made in Italy”… Chi l’ha visto?

Olio contraffatto

Olio contraffatto

L’Italia  –  numeri Coldiretti  –  è il secondo produttore mondiale di olio di oliva dopo la Spagna: con le sue 250 milioni di piante cresciute su 1,2 milioni di ettari di terreno, nel 2013 ha prodotto 480mila tonnellate di olio. Ma l’Italia è anche il principale importatore mondiale.
Tir che partono da nord Africa (Tunisia, Marocco), Spagna, Grecia e, sbarcati nei porti italiani (Napoli, Gioia Tauro, Livorno, Ancona, Genova) raggiungono aziende lombarde, liguri, toscane. Qui, tipo stazione di rifornimento, svuotano olio straniero nei silos: quindi inizia il “trattamento”, la trasformazione. Poi si passa all’etichettatura e alla vendita.
Sono i principali paesi dai quali l’Italia importa olio. E quell’olio  –  lo hanno accertato in questi anni indagini giudiziarie concluse con massicci sequestri  –  in alcuni casi viene manipolato, miscelato e reimbottigliato in modo fraudolento. Mischiato con olio italiano. Corretto per lo più con beta-carotene (per mascherare il sapore) e clorofilla (per modificarne il colore). E venduto infine con etichetta “extravergine made in Italy”. Olio di semi e olio di sansa sono le “basi” più utilizzate dai furbetti della tavola, per lo più sono imbottigliatori. Tecnicamente il vizietto si chiama adulterazione e contraffazione. È una scelta sleale alla quale ricorrono prevalentemente le aziende di grandi dimensioni. Sono loro che hanno in mano il mercato dell’olio di fascia medio-bassa. In alcuni casi si tratta di multinazionali straniere che hanno acquistato marchi italiani. Ma nella stessa fascia ci sono imprese di media portata che detengono marchi storici e molto noti. Leggi di più…

Olio extravergine di oliva contraffatto

Camion carichi di miscele di olio congelato arrivati fino al sud Salento. Olio estero spacciato per olio extravergine italiano. Ecco come e quanto vale la truffa.

Olio estero spacciato per olio extravergine italiano: è la frode dell’anno. Un enorme nave arriva al porto di Livorno e scarica circa 100 camion carichi di olio tunisino congelato e lo trasportano fino al sud Salento, dove alcuni oleifici fanno carte false per spacciare un olio estero per olio biologico italiano.

Un’inchiesta che racconta una frode milionaria che specula sul crollo della produzione di extravergine made in Italy.

Di tutto ciò se ne sono accorti anche gli Stati Uniti che ogni anno acquistano 40000 tonnellate di olio dall’Italia. In una infografica del New York Times denuncia la contraffazione dell’olio tunisino venduto come Italiano, e tutto succede, dice il quotidiano, con la complicità di politici italiani che indeboliscono i controlli.

I produttori onesti sono in rivolta, ma le frontiere sono un colabrodo. Colpa della politica, come conferma anche il capo dell’anti-frode dell’agenzia delle dogane perché ”il parlamento italiano ha fatto approvare una legge che dice che i controlli si devono concludere in 3 giorni e questo è impossibile”. Leggi l’articolo…

E ancora…

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Ultimamente però pare che la scienza abbia dato un notevole contributo affinchè i produttori onesti possano tirare un sospiro di sollievo.
Per fortuna Arriva Oliver, il sensore che scopre se l’olio è contraffatto.
Il dispositivo riconosce le eventuali sostanze esterne presenti nel liquido.
Realizzato da Marco Santonico, ricercatore dell’Università Campus Bio Medico di Roma. Leggi l’articolo…

 

 

 

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